«Alessio Pianelli, con il suo eccezionale talento, fa parte dei migliori violoncellisti italiani della nuova generazione. Forte di tecnica fenomenale, fantasia, intelligenza musicale e piena padronanza del palco e della propria arte, riesce a rinnovare ogni volta nei suoi ascoltatori il fascino più autentico della musica». (Thomas Demenga)

Siciliano, nato in una famiglia di musicisti, Alessio Pianelli incontra il violoncello all'età di dieci anni, dopo i primissimi "giochi musicali" al pianoforte con il papà, avviando un originale percorso di studi con Giovanni Sollima al Conservatorio V. Bellini di Palermo. Sviluppo della naturalezza "istintiva" nel rapporto col violoncello, e virtuosismo tecnico come esito più del gioco che della severità della disciplina, caratterizzano questi primi anni di studio, che porteranno Alessio al diploma ancora giovanissimo, e che rimangono tutt'ora riconoscibili nel suo modo di sentire, pensare e quindi suonare. Il percorso accademico continua poi alla Hochschule für Musik di Basilea, con un altro grande violoncellista-compositore del nostro tempo, lo svizzero Thomas Demenga, con cui Alessio sviluppa maggiore coscienza della cultura musicale tedesca, trovando una definizione timbrica ulteriore, diversa dall'originaria matrice mediterranea e a questa complementare.

L'arrivo in Svizzera coincide anche con una accresciuta curiosità per la musica contemporanea, di cui l'accademia di Basilea è nido prezioso. Comincia in questo periodo una crescente esigenza di affiancare alla quotidianità del violoncello un'attività che presto è diventata per Alessio indispensabile: la composizione.

Premiato in numerosi concorsi internazionali per solisti, tra i quali l'International Cello Competition Antonio Janigro in Croazia nel 2006, lo Schenk Stiftung Wettbewerb in Svizzera nel 2013, l'International Cello Competition "B. Mazzacurati" a Torino nel 2016, nonché, con il suo brano Tanzen Wir!, il primo premio al concorso internazionale di composizione "In clausura" organizzato da Ravenna Festival e 100cellos nel 2016, Alessio non è in realtà affascinato dal mondo dei concorsi, dei quali osserva il rischio di allontanare musicisti e pubblico dai valori più autentici della musica, inquinandolo con tentazioni di competizione fine a sé stessa, arrivismo, e di prevalenza dell'apparenza e del marketing sull'essenza umana e condivisa del fare musica. Tuttavia le vittorie ai concorsi gli permettono di iniziare molto presto un'intensa e variegata attività concertistica. Suona infatti in veste di solista con orchestre sinfoniche e da camera quali la Philarmonie Baden-Baden, l'Orchestra Sinfonica Siciliana, l'Orchestra da camera Desono, la Neues Orchester Basel, l'Orchestra dell'Ente Luglio Musicale Trapanese, I Musici di Parma, l'Aargauer Sinfonie Orchester, la Sinfonieorchester Basel, l'Orchestra 1813 del Teatro Sociale di Como e l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, portando la sua musica in sale storiche e prestigiose come la Walt Disney Hall di Los Angeles, l'Auditorium Parco della Musica di Roma, l'Auditorium Rai di Torino, lo Stadt Casino di Basilea, il Teatro Politeama di Palermo, la Phoenix Hall di Osaka. A questa attività solistica Alessio sente presto la necessità di affiancare il dialogo e la condivisione di esperienze della musica da camera. Membro dell'Avos Piano Quartet, Alessio ama alternare lo studio e la ricerca di un'identità collettiva, tipica di un gruppo cameristico stabile, all'estemporaneità e alla freschezza di incontri musicali occasionali, come quelli con Mario Brunello, François Benda, Leonora Armellini, Joel Bardolet, Truls Mork, Andriy Dragan, Mischa Maisky, Silvia Simionescu, Volker Jacobsen, Adelina Oprean, Anton Kernjak, Tobias Schabenberger, Chiara Opalio, Marianne Piketty, che lo hanno portato in tournèe in Italia, Svizzera, Francia, Germania, Belgio U.S.A. e Giappone. .

L'interesse per la musica d'oggi è un'ulteriore naturale declinazione della ricerca di Alessio, realizzata, tra l'altro, nelle pubblicazioni del Quaderno di Danze e Battaglie dell'Opera dei Pupi con le musiche del siciliano Giacomo Cuticchio (produzione Almendra Music, etichetta Sonzogno/Egea) e della musica da camera del bresciano Marco Nodari (etichetta Concerto). Nel 2015, inoltre, incide con l'Avos Piano Quartet i quartetti op. 47 di Schumann e op. 25 di Brahms per l'etichetta giapponese Livenotes Nami Records.

Dal 2013 Alessio ha iniziato un progetto a lungo termine con la innovativa factory siciliana Almendra Music, da cui sono nate le produzioni e pubblicazioni di Prélude (2014), album di debutto solistico con musiche di J.S.Bach, Weinberg, Demenga (prima incisione mondiale) e Tsintsadze, e la "instant production" Hindemith, Beethoven, Brahms (2016) in duo con il pianista Mario Montore. Del 2017 è l'uscita di Sulla Quarta, seconda tappa, dopo Prélude, del progetto di sei album attorno alle Suite di J.S.Bach, un album in cui i confini tra sogno e incubo si dissolvono in linee di canto, con la Suite N° 4 di J.S.Bach che dialoga con musiche nuove, entrambe per la prima volta su disco: Songlines di Giovanni Sollima e, appunto, Sulla Quarta di Alessio in cui duetta con se stesso a entrambi i celli, barocco e moderno.

Sue composizioni sono nei cataloghi di case editrici storiche come Casa Musicale Sonzogno di Milano e Mueller&Schade di Berna. Oltre alla produzione e pubblicazione di Sulla Quarta con Almendra, nel 2016 i suoi brani J2728A – Lost, per violino e violoncello, e Tanzen wir!, per 100 violoncelli, sono stati incisi rispettivamente per le etichette Seed Music e Decca. Tra ultime commissioni, Alessio è stato nominato "composer in residence" alla edizione 2017 di "Musique aux 4 horizons", a Ronchamp in Francia tra le architetture sacre di Le Corbusier, Jean Prouvé e Renzo Piano.

Alessio suona un violoncello Evasio Emilio Guerra – Torino 1921.